
Sono queste le due linee guida principali, le coordinate che abbiamo scelto come riferimento per la nostra azione di governo nel 2010.E’ indubbio, infatti, che la crisi economica non è ancora alle spalle e i suoi effetti continueranno a farsi sentire, anche nel corso del nuovo anno, su cittadini, famiglie e imprese.
La priorità è l’occupazione: per questo, nella ricerca di soluzioni e interventi condivisi, continueremo a sostenere i lavoratori interessati dalla cassa integrazione, dalla mobilità e dai fenomeni di precariato.
Per il 2010 abbiamo stanziato 420 mila euro per le misure anticrisi: 200 mila euro per le piccole e medie imprese, con l’adesione rinnovata al fondo di solidarietà della Regione. E altri 220 mila euro per i lavoratori e le famiglie.
Un segnale piccolo, ma al tempo stesso uno sforzo notevole perché, d’altro canto, anche i bilanci pubblici risentono fortemente della congiuntura negativa, con minori entrate determinate dal calo della produzione e dei consumi, senza considerare che la situazione delle amministrazioni, già difficile, è aggravata dai tagli imposti dal Governo agli enti locali. Così, agli effetti della crisi economica si sommano i danni di questo “federalismo del nulla”, che centralizza le poche risorse disponibili togliendole del tutto ai territori.
E’ necessario, dunque, resistere, tenendo unita la comunità dei lavoratori, ma vogliamo anche costruire una “grande alleanza” con i Comuni della nostra provincia e interrompere il meccanismo nocivo - e generalizzato - dello “scaricabarile”, per cui le problematiche vengono scaricate dall’amministrazione più grande a quella più piccola. Per questo, non toglieremo risorse ai sindaci in difficoltà.
Allo stesso tempo è indispensabile rilanciare e innovare per la competitività del nostro sistema.Nuove entrate verranno dallo sviluppo della green economy, sulla quale abbiamo deciso di investire fortemente perché è un motore ormai determinante per l’economia e per la creazione di nuovi posti di lavoro. Altri settori decisivi saranno il turismo e il rilancio delle infrastrutture. Con la Fano-Grosseto in primis, vera necessità imprescindibile e non più rimandabile.
Per realizzare grandi progetti servono azioni di sistema che coinvolgano anche territori distinti ma uniti da un disegno comune. E’ per questo che la Provincia di Pesaro e Urbino ha lanciato, a livello nazionale, la Questione Centro Italia. Il cuore del Paese ha bisogno di fare quadrato, organizzarsi e rivendicare al Governo maggiore attenzione, risorse e investimenti. Non ci sono solo le esigenze del nord e i mali irrisolti del sud. Marche, Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Toscana e Abruzzo sono guidate da amministrazioni virtuose, che rispettano le regole e i Patti di stabilità. Il buongoverno non può essere penalizzato. E la nostra battaglia, con il nuovo coordinamento degli amministratori del Centro Italia, continuerà ancora a lungo.
Matteo Ricci
Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino